lunedì 11 febbraio 2008

video da guardare...

Attraverso questo link si può notare il pensiero di Beppe Grillo a proposito del valore della moneta. Nel video il comico Genovese cita anche il prof. Auriti...ascoltare per credere...


http://it.youtube.com/watch?v=i0lyBGoonzE

La Controversia Auriti - Banca d'Italia

La Banca d'Italia, opponendosi attraverso i suoi avvocati alla richiesta di Auriti, scrive: "La visione della moneta e delle funzioni monetarie che l'attore intende accreditare è palesemente distorta e completamente infondata" ... "l'accettazione da parte della collettività, lungi dall'essere causa del valore della moneta, ne rappresenta in realtà solo l'effetto, sicché il sillogismo deve essere rovesciato: non è vero che la moneta vale in quanto è accettata, ma semmai, come la storia e la cronaca stanno a dimostrare, che essa è accettata solo in quanto abbia un valore. Di qui la necessità che tale valore, rispondendo ad un fondamentale interesse pubblico, sia difeso e garantito dalle Pubbliche Autorità, funzione nei moderni stati affidata alle banche centrali." Il batter moneta, continua la Banca d'Italia è epressione della sovranità statale, e quindi "il valore della moneta trae il proprio fondamento solo ed unicamente da norme dell'ordinamento statale, che, per solito, disciplinano minutamente la creazione e la circolazione della moneta, ne sanciscono l'efficacia liberatoria, ne sanzionano la mancata accettazione in pagamento e tutelano la fede pubblica contro la sua falsificazione ed alterazione."

A proposito della questione della proprietà della moneta, sollevata da Auriti nell'ambito dello stesso procedimento, la Banca d'Italia sostiene: "La domanda attorea è poi, anche nel merito, destituita del benché minimo fondamento." perché si basa sulla "premessa, completamente errata" che manchi "nel nostro ordinamento una norma di legge che indichi il proprietario della moneta all'atto dell'emissione". L'appropriazione della moneta da parte della Banca d'Italia, continua il ragionamento della Banca, secondo Auriti "si baserebbe su una consuetudine interpretativa contra legem."

Ma, fa notare la Banca, "i biglietti appena prodotti dall'officina fabbricazione biglietti della Banca d'Italia costituiscono una semplice merce di proprietà della Banca centrale, che ne cura direttamente la stampa e ne assume le relative spese (art. 4, comma 5, del T.U n. 204/1910)." Acquistano la funzione e il valore di moneta solo quando la Banca d'Italia li immette nel mercato e ne trasferisce la proprietà ai percettori.

L'immissione dei biglietti avviene con operazioni che la Banca in autonomia conclude "con il Tesoro, con il sistema bancario, con l'estero e con i mercati monetario e finanziario, operazioni tutte previste e compiutamente disciplinate dalla legge e dallo statuto della Banca d'Italia (artt. 25 - 42 del T.U. n. 204/1910 e artt. 41 - 53 dello Statuto)"

Quindi definisce "abnorme e campata in aria" la teoria di Auriti per la quale "esisterebbe una consuetudine interpretativa contra legem, in base alla quale la Banca centrale all'atto dell'emissione mutua allo Stato italiano ed alla Collettività Nazionale, tutto il danaro che pone in circolazione". La moneta è immessa nel mercato in base ad operazioni previste e disciplinate dalla legge, con le quali la Banca d'Italia cede la proprietà dei biglietti. Questi come circolante vengono registrati nel passivo nella contabilità della Banca che acquista in contropartita o riceve in pegno beni o valori mobiliari (titoli, valute, ecc.) che finiscono nell'attivo. Inoltre la Gazzetta Uficiale, come prescrive la legge, riporta mensilmente tali operazioni.

Aggiunge la Banca che considerato che la Banca stessa assume le spese di fabbricazione dei biglietti e l'imposta di bollo, mentre gli utili annuali, effettuati i prelevamenti e le distribuzioni di cui parla l'art. 54 dello Statuto vengono devoluti allo Stato ai sensi dell'art. 23 del T.U. n. 204/1910, si evidenzia "l'assoluta inconsistenza ed insensatezza delle tesi" di Auriti, secondo il quale "l'erogazione della moneta sarebbe effettuata dalla Banca d'Italia addebitandone allo Stato ed alla collettività l'intero ammontare senza corrispettivo."

Pertanto, conclude la Banca, "non è dato riscontrare alcunché di arbitrario o di illegittimo nelle prerogative esercitate in campo monetario dalla Banca centrale, perché, contrariamente a quanto preteso dall'attore, l'intera materia è compiutamente disciplinata dal legislatore, in modo tale che nessun aspetto attinente all'attribuzione o all'esercizio della funzione di emissione può dirsi regolamentato da consuetudini interpretative e, men che mai, da consuetudini contra legem."


Fonte tratta da: www.wikipedia.it

Simec e Guardiagrele

È trascorso ormai più di un mese dalla morte del prof. Giacinto Auriti, avvenuta l’11 agosto di quest’anno e credo che sia giusto ricordare ancora il Genio, consentitemi questa espressione, poichè effettuò, a Guardiagrele (CH) sua città natale in Abruzzo, un esperimento che ebbe enorme successo salvo poi che l’iniziativa fu, subdolamente, interrotta dalla Procura di Chieti su denuncia non solo di alcuni commercianti locali, ma anche su pressioni, guarda caso, della Banca d’Italia.
Ricordo i punti essenziali dell’iniziativa.
Il professor Giacinto Auriti alla fine del Luglio 2000, in qualità di fondatore e segretario del SAUS (Sindacato anti-usura) mise in circolazione i SIMEC (simboli econometrici di valore indotto) di esclusiva proprietà del portatore (come è esplicitamente stampato sui biglietti).


Taglio da 1000 SIMEC

Scopo di questo esperimento della teoria del valore indotto (che Auriti ha propugnato per oltre trentacinque anni) era quello di verificare "in corpore vili" che i cittadini possono per convenzione creare il valore della moneta locale senza alcun intervento nè dello Stato nè del sistema bancario; l'obiettivo ultimo era quello di sostituire alla sovranità illegittima della Banca d'Italia la proprietà della moneta, quale prerogativa dello Stato, a favore dei singoli cittadini; ma l’esperimento rappresentò già un successo rilevantissimo, perchè apportò un punto fermo in materia monetaria, ovverosia l'accertamento sul piano pratico e fattuale del principio che il valore è dato alla moneta solo da chi l'accetta (cittadini) sulla base di una convenzione, e non da chi la emette (banca).

Questa affermazione vale ancora di più in relazione al fatto che fu abolita la moneta convertibile in oro ovvero la cd riserva aurea il 15 agosto del 1971 su iniziativa di Richard Nixon storicamente conosciuta come l’abolizione degli accordi di Bretton Woods. In coerenza di quest’ultima affermazione più volte ribadita dal professor Auriti , l’operazione economica svoltasi a Guardiagrele, a detta dei quotidiani di quel periodo, rivitalizzò il commercio e quindi la critica economia locale (Guardiagrele risultava il comune con il più alto indice per suicidi da insolvenza). Nella circostanza il professor Auriti rilasciò la seguente dichiarazione piuttosto lapidaria: «È come se avessimo messo del sangue in un corpo dissanguato».

Non può dubitarsi che l'iniziativa del giurista abruzzese costituisce un importante riscontro scientifico di sociologia giuridica ed economica senza precedenti in Italia, soprattutto perché proviene da un'associazione privata (SAUS) e non da un ente dotato di potere pubblico, come potrebbe essere, se non lo Stato, il Comune. Deve anche aggiungersi che l'esperimento di Auriti sollecitò l'attenzione non solo delle forze politiche italiane, oltre che della stampa nazionale, ma anche di numerosi organi di informazione stranieri, a dimostrazione dell'interesse destato dalla nuova rivoluzionaria formula monetaria, che configurò la moneta come strumento di diritto sociale avente contenuto patrimoniale come detta l’art. 42 della costituzione al secondo comma, che riconosce la proprietà per tutti aggiungendo in piena legittimità alla sovranità politica anche quella monetaria in capo alle collettività nazionali.

Auriti realizzò il progetto in due fasi: la prima, che il professore denominò dell'avviamento, servì perché il SIMEC potesse conseguire "quel valore indotto che lo oggettivizza come un bene reale, oggetto di proprietà del portatore", e che lo distinse dalla moneta corrente non più soltanto formalmente, ma anche sostanzialmente. La seconda fase che consentì al Comune di "beneficiare del servizio econometrico predisposto dal SAUS (Sindacato anti-usura), mediante un Assessorato per il Reddito di Cittadinanza, che ebbe il compito di promuovere, anche culturalmente, l'iniziativa, di controllare e attuare la distribuzione dei SIMEC tra i cittadini".

In sostanza il progetto tecnicamente parlando si sviluppò lungo questa direttrice: il cittadino si recava e cambiava il SIMEC alla pari con la lira. Poniamolo così: il cittadino depositava centomila lire (eravamo ancora alla vecchia ma molto più funzionale lira) e prendeva in cambio centomila SIMEC. I centomila SIMEC in mano alla persona che effettuava il cambio diventavano duecentomila cioè il doppio, perché il SIMEC per convenzione valeva il doppio della lira, e siccome lui l'accettava e accettava, nel contempo, anche di partecipare alla convenzione, consentiva la nascita del valore convenzionale che non ha riserva in coerenza all’abolizione della riserva aurea avvenuta con la cessazione degli accordi di Bretton Woods.

Il SIMEC era senza riserva: come, ad esempio, un francobollo d'antiquariato. Il cittadino andava dal commerciante a fare la spesa e quest'ultimo accettava i SIMEC per il doppio perché convenzionalmente valeva il doppio. Quando i cittadini, dunque andavano a fare il cambio questo avveniva per il doppio, perché tutti quanti lo accettavano per il doppio. Tutto questo risultò un vero e proprio volano per l’economia locale tanto più che il professor Auriti sostenne:«La gente è entusiasta perché qui è rinata Guardiagrele. Quando è entrato sul mercato il valore indotto del SIMEC è ritornato il sangue nell'economia», permettendo concretamente ai cittadini di toccare con mano la rinascita economica e sociale del paese che purtroppo crollò in virtù del sequestro dei SIMEC su disposizione della Procura di Chieti e non solo. Credo che questa iniziativa meriti una certa attenzione, poiché potrebbe concretamente trovare una sua riproposizione, su larga scala, dato che i SIMEC sequestrati furono successivamente dissequestrati palesando, nell’occasione, la legittimità e la credibilità di quel famoso esperimento di grande caratura come d’altronde ha dimostrato durante tutto l’arco della sua vita il Genio Auriti lottatore insuperabile del sistema bancario.


Fonte :www.disinformazione.it

martedì 5 febbraio 2008

Evasione in Italia...

Questo governo è sorprendente. Vuole la caccia agli evasori e quando li trova non va fino in fondo. 98 miliardi di euro di evasione sono 4/5 finanziarie. L'evasore italiano per essere perseguito deve pagare le tasse, avere un debito modesto con il fisco e non essere colluso con i partiti.
Invece il GRANDE EVASORE MAZZETTARO non rischia mai nulla. Male che gli vada si quota in Borsa e distribuisce i suoi debiti ai piccoli investitori.

Testo:
Ferruccio Sansa: "E’ bellissimo che, finalmente, qualcuno applauda i giornalisti ed è bellissimo che qualcuno risponda all’inchiesta che abbiamo fatto visto che sono mesi che chiediamo a Visco e Prodi di risponderci e non si sono degnati di dire una parola.
La tattica che hanno usato è quella del muro di gomma: noi dobbiamo evitare che possano utilizzare questa tattica con successo. Dobbiamo ripetere fino alla noia queste domande a costo di sembrare ripetitivi. Loro vogliono stancarci, noi dobbiamo continuare, resistere, ripetere le stesse domande fino a fiaccarli.
Non ce lo siamo inventato né abbiamo intenzione di prendercela con questa o quella parte politica. Ci siamo basati su atti di una Commissione d’inchiesta e su quello che ha detto la Corte dei Conti. Atti pubblici. Ci hanno detto, che in base a un’inchiesta della Guardia di Finanza, non di pericolosi sovversivi, le Concessionarie di slot machine devono allo Stato, quindi a noi, 98 miliardi – quelli con nove “zero” – di euro. Quando ci chiederanno nuove tasse per una manovra da 12-13 miliardi ricordatevi cos’hanno regalato a queste società, alcune delle quali vedono nel loro consiglio di amministrazione famiglie vicino a Cosa Nostra e altre sono amministrate da membri di partiti politici, soprattutto Alleanza Nazionale, come il Bingo era in mano ai DS e alla Lega.
Ricordiamolo sempre: ci chiedete nuove tasse per 11-12 miliardi di euro? Ci chiedete sacrifici per tagli da 11-12 miliardi di euro? Ma dove sono finiti questi 98 miliardi di euro?
In Parlamento già si parla di una legge. Le soluzioni sono due: o una forfetizzazione della multa, e allora quando prenderò la prossima multa per divieto di sosta chiederò che mi sia forfettizzata; oppure parlano di un condono tombale, cioè regalare 98 miliardi di euro a società private. Noi seguiremo questa vicenda fino alla fine, voi stateci vicini e non dimenticatela. Se si parlerà di condono tombale sarà regalare a società quotate in borsa un tesoro molto più grande di quello che chiedono a noi. L’altro giorno decine, centinaia di nostri lettori hanno scritto a Prodi chiedendo una risposta. Sul sito del governo la risposta è stata questa: “Ci vuole cautela poiché si tratta di società quotate in borsa.Noi non siamo quotati in borsa ma abbiamo bisogno dello stesso rispetto. Grazie a tutti." Ferruccio Sansa


Fonte da: http://www.beppegrillo.it/2008/01/98_miliardi_di_domande_per_prodi.html

Primo Post

Simec, il miracolo possibile» è il documento video tratto dal sito Parvapolis, realizzato a cura di Mauro Cascio e Massimo Perrone, di una conferenza tenutasi a Guardiagrele (CH) sul possibile uso del SIMEC per far fronte ai tagli del bilancio nelle amministrazioni comunali dovuti dall'art. 29 della legge finanziaria del 2003. Per le amministrazioni comunali il SIMEC rappresenta uno strumento alternativo all'indebitamento, all'aumento della tassazione locale o al taglio di servizi alla comunità per mancanza di fondi.

Il SIMEC, la moneta proprietà del portatore progettata dal Professore Giacinto Auriti, si contrappone all'Euro, moneta-debito cartacea emessa a scopo di lucro dalla Banca Centrale Europea SpA che ne regola le quantità in circolazione secondo obiettivi divergenti da quelli delle comunità locali.

Un comune che si impegna ad accettare SIMEC in cambio dell'erogazione di servizi, pone in essere un circuito virtuoso che consente alla propria comunità di svilupparsi autonomamente senza bisogno di indebitarsi con le banche.

Mentre la quantità di Euro sul mercato viene regolata secondo gli interessi e obiettivi dei finanzieri e ripagata dai cittadini con tasse sui beni di consumo, redditi e patrimonio, il SIMEC nasce per definizione senza scopo di lucro e la sua quantità in circolazione può essere regolata in funzione del progresso economico locale.

L'uso del SIMEC contribuirebbe a migrare dall'attuale "banconota debito" verso una banconota di proprietà del portatore. Ciò muove nella direzione di porre fine al paradosso di uno Stato indebitato all'atto dell'emissione della moneta di cui i cittadini hanno il diritto di essere proprietari, evitando così al cittadino-portatore la decurtazione del potere d'acquisto provocata dalle tasse originate dal signoraggio bancario.

L'obiettivo è quello di organizzare una rete di comuni che accettino il SIMEC per innescare la circolazione di moneta esente da debito.


Fonte tratta da http://sovranitamonetaria.org/pagine/simec_il_miracolo_possibile.html